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Atalanta-Napoli vista da Lele
Seconda domenica consecutiva di pioggia e fastidio a Bergamo, seconda
domenica consecutiva in cui mi pare che anche il servizio d'ordine faccia
un po' acqua. Sul piazzale dietro la Sud, infatti, "appena"
8 cellulari e non più di una cinquantina di uomini in divisa,
equamente divisi tra chi guarda i padroni di casa e chi deve accogliere
gli ospiti quando scenderanno dai pullman arancioni.
Ospiti che, peraltro, tardano ad arrivare: notizie più o meno
attendibili dicono che il disinnesco di una vecchia bomba a Milano abbia
rallentato il traffico ferroviario, ma non mi sorprenderei nel sapere
che sia stato pianificato per evitare pericolosi incroci tra Atalantini
e Napoletani.
Dalle 13.00 in avanti resto comunque in attesa dello sbarco partenopeo:
si vocifera di circa 400 ultras in viaggio e, vista la rivalità,
non va esclusa qualche sorpresa
Pian piano in fondo al piazzale, lato viale Giulio Cesare, aumenta anche
il gruppo di Bergamaschi: fingono indifferenza ma sono pronti a scattare
come molle cariche. Ogni tanto capita di vedere qualche napoletano isolato
costretto ad accellerare il passo e guadagnare il settore ospiti di
buona lena, e per fortuna non vedo aggressioni da sciacalli.
Passano le 14.00 ma niente. 14:30 e niente ancora all'orizzonte. Fino
alle 14.55 il panorama non cambia: cellulari fermi, Atalantini là
in fondo e nessuna traccia degli ospiti.
Quando ormai si sentono annunciare le formazioni delle squadre, i bergamaschi
desistono e, salvo pochi testardi, si dirigono in curva. Entro anche
io e mi metto nel rettilineo.
Torciata iniziale della Nord, pieno a metà ma senza colore il
settore ospite.
E' il 5° minuto di gioco quando irrompono i Napoletani: la quantità
di gente che si riversa nella "gabbia" lascia presupporre
un'entrata in massa, probabile lo sfondamento ai cancelli. Un amico
che era rimasto fuori (uno dei testardi di cui sopra
) mi descriverà
dell'arrivo dei pullman a porte spalancate e, un po' deluso, dell'immediata
corsa agli ingressi, forse anche per dare una mano a gente senza biglietto.
Appena dentro, tanto per gradire, i Napoletani fanno partire una torcia
ed un paio di razzetti verso la Sud, gesti che resteranno sostanzialmente
isolati. Poi il settore ospite prende finalmente colore: il bianco di
tanti cappucci alzati e delle aste sguainate, il blu delle bandiere
e degli striscioni.
La tribunetta in basso è presa d'assalto e concentra persone
fino all'inverosimile, ma tutti non possono obiettivamente starci ed
un gruppo si sposta sui gradini in cemento.
La dislocazione finale vede attaccati alla vetrata di mezzo gli striscioni
" Teste Matte", "Masseria" e "Vecchi Lions",
mentre quella in basso ospita "Fedayn" e "Mastiffs".
Più defilati gli "Ultras".
In cima viene poi appeso il grande striscione "Solo per Sergio".
Anche la Nord non dimentica il dolore e la vergogna del Partenio, riproponendo
lo striscione "Avellino: stampa e autorità, vogliamo la
verità" in segno di protesta ed indignazione. Ciononostante
non mancano gli insulti reciproci.
La curva bergamasca prosegue con un tifo ossessivamente continuo, senza
deludere ma nemmeno entusiasmare. Cori lunghi, forse troppo lunghi:
solo alla mezz'ora il classico "Forza Atalanta vinci per noi"
riesce a superare il muro del suono neroazzurro.
I Napoletani impiegano un po' di tempo per carburare e, elemento costante
per tutto il match, sono molto più belli da vedere che da sentire,
quantomeno dal mio punto di osservazione.
Tanti i due aste (qualcuno incessantemente alzato), varie bandiere,
ma soprattutto entusiasma la coreografica umana, fatta di treni, ondeggiamenti,
salti alti così. Il repertorio canoro è lontano anni luce
dal "Porompompero" di vecchia memoria, ed appare piuttosto
ostico per i "napoletani locali", che infatti si uniscono
ai cori solo a tratti. Spesso, invece, devono rassegnarsi ad essere
offuscati da torce accese a caso. Curioso infine ascoltare il noto refrain
milanista "Che sarà di questa Inter chi lo sa
"
aggiustato in versione anti-atalantina.
La partita intanto fa addormentare e l'intervallo è utile per
spezzare un po' la noia. Si notano movimenti su entrambi i fronti, preludio
di una doppia alzata di striscioni che sanno di stima reciproca: "Coerenza
e lealtà i valori del mondo ultrà" in Nord e "Fuori
gli ultras dalle galere!" nell'inequivocabile "font"
dei Fedayn EAM.
Avanti con altri 45 minuti a ritmo di moviola che, alla lunga, spengono
anche la voglia di cantare delle due curve.
Più emozionante l'immediato dopopartita, quando la squadra azzurra
si spinge sotto il settore ospite e qualche giocatore si lascia persino
andare al lancio della maglia. Pessima idea, perchè l'ultimo
colpo di classe degli ultras partenopei è quello di rifiutarle:
così in pochi istanti, senza indugi, le casacche compiono il
percorso inverso e tornano al mittente. Insomma, la stima non si guadagna
con due risultati utili
E mentre, uscendo, ancora me la rido,
non posso non associarmi al loro "Onoriamo Sergio Ercolano!"
Fuori intanto i Bergamaschi cominciano a fare gruppo e ad alzare le
sciarpe fino agli occhi
Scritto: 25/11/2003
Qui trovi
le foto della partita
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