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Como-Catania vista da Lele
Sia per il Como sia per il Catania è la seconda giornata di
campionato, essendo state tra le quattro uniche squadre scese in campo
domenica scorsa.
La cosa non è piaciuta affatto agli ultras lariani, che chiamano
la tifoseria ad un gesto di protesta contro "un calcio in cui le
emozioni non contano più nulla" e per contestare appunto
la decisione di scendere in campo presa a Napoli dall'ormai indesiderato
e detestato Preziosi, anche perchè ha costretto i più
a rinunciare ad una trasferta che avrebbero invece fatto molto volentieri
(al S.Paolo alla fine ci sono andati in una dozzina).
"NOI RESTIAMO FUORI
VOI BUTTATELA DENTRO", è
dunque il titolo del volantino distribuito fuori dallo stadio, con cui
si chiede ai tifosi di non entrare allo stadio o comunque di non tifare,
rimandando alla prossima partita il massimo di sostegno all'undici di
Fascetti.
Dentro lo stadio la curva di casa espone due striscioni: uno con lo
stesso slogan del volantino, l'altro con l'ormai collaudato "Questo
calcio ci fa sky-fo". Non si può dire che la curva sia deserta:
di gente ce n'è abbastanza, per lo più sparsa e seduta,
ma nessuno si azzarda ad occupare i due angoli in basso al centro, laddove
normalmente si colloca lo "zoccolo duro". E' già di
per se' un fatto quasi positivo, considerato quanto burrascosi erano
stati sul finire della scorsa stagione i rapporti tra la "massa"
e, appunto, lo "zoccolo duro".
La curva ospite non esiste, o meglio è di nuovo sottosopra per
lavori di completamento che la renderanno indisponibile penso ancora
per svariate partite, con buona pace probabilmente di chi, anche dentro
"palazzi" lariani, non ha pianto troppo per la rapida conclusione
della nuova esperienza in serie A. Inutile chiedersi, quindi, quali
problemi avrebbe creato questo stadio a metà se il Como non fosse
retrocesso
Non mancano invece i supporters catanesi, collocati nei distinti e presenti
in numero onorevole considerato il giorno feriale e la doccia fredda
dello 0-3 casalingo patito col Cagliari: al fischio d'inizio saranno
all'incirca già duecento abbondanti, con in bella mostra la presenza
di ANR ed Irriducibili. La scena del tifo è tutta loro ed le
cose si fanno ancora più facili considerato il fulmineo vantaggio
dei siciliani e, dopo non molto, addirittura il raddoppio. Il Catania
gioca con scioltezza e rivela un'ottima intesa collettiva, mentre il
Como fa davvero fatica a riprendersi dal doppio colpo.
Tra una torcia e l'altra, tra un goal e l'altro, c'è possibilità
per gli ospiti di sfoggiare un buon repertorio vocale, spesso accompagnato
da lenti ed ampi battimani ritmati. E' chiaro che i presenti non sono
arrivati direttamente da Catania, eppure la partecipazione ed il coinvolgimento
della gente è quasi completo, anche durante i cori più
elaborati. Non manca, né poteva mancare, qualche dedica velenosa
ai rivali palermitani ed a Franco Carraro, così come non stona
l'urlo "Presidenti Falsi Ribelli" che si alza sul finire del
primo tempo.
La ripresa vede in campo un Como decisamente più incisivo, o
quantomeno più vivace, e dalla curva parte ogni tanto qualche
coro raffazzonato. Nel frattempo arrivano altri ultras etnei, un piccolo
gruppo sfuggito al blocco che un'ottantina di loro ha subito a Roma
nel pomeriggio: tutti senza biglietto del treno, quindi tutti rispediti
verso casa
perché gli ultras devono pagare (tutto e caro)
al minimo sgarro
Ad alcuni, appunto, è riuscito chissà quale gioco di prestigio
e, una volta sfuggiti dalle mani della (?) giustizia, optano per continuare
il viaggio verso il profondo nord con un'auto a noleggio: per loro alla
fine 45 minuti di calcio costeranno la bellezza di circa 48 ore di trasferta,
ma alla fine riescono ad appendere il loro "A SOSTEGNO DI UNA FEDE"
e possono gustarsi altri due goal, uno dei quali realizzato con un delizioso
colpo di tacco dall'intramontabile Lulù Oliveira.
I cori continuano forti e rimbalzano contro la tribuna centrale, il
monologo è interrotto solo negli ultimi dieci minuti, allorché
i tifosi lariani rimasti fuori entrano, si piazzano ai posti di combattimento
e ci danno dentro fino alla fine. Nel volgere di pochi minuti accade
addirittura che rimangono quasi da soli in curva, dato che chi già
c'era pensa bene di lasciare lo stadio anzitempo, subito dopo il quarto
goal degli ospiti.
Forse unica pecca della gioiosa serata dei catanesi è il poco
entusiasmo con cui pochi giocatori si spingono sotto i distinti a salutare
i propri tifosi. Anche questa freddezza è calcio moderno
Scritto: 12/09/2003
Qui trovi le foto della partita
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