Cremonese-Mantova vista da Lele

Cremonese-Mantova: derby o non derby? I Mantovani annuirebbero, mentre ad ascoltare i Cremonesi ti dicono che per loro c'è un solo un derby: quello con il Piacenza. Salvo poi aggiungere che, essendo i biancorossi gli unici altri tifosi di spessore del girone di C2, la partita è quella più sentita dell'anno.
Per me è il primo derby della bassa lombarda e sono curioso di vedere confrontarsi queste due tifoserie, che negli ultimi anni ho già avuto modo di vedere separatamente all'opera ricavandone sempre un'ottima impressione.
L'arrivo a Cremona riserva un gradito rischiararsi del cielo, anche se tira un vento perfido che non darà tregua per tutto il giorno. Sono passate da poco le 13.00 quando arrivano allo stadio gli ospiti a bordo di soli 3 bus arancioni, peraltro piuttosto stipati. Il servizio d'ordine non è imponente ma ben organizzato, le operazioni si svolgono con una lentezza quasi calcolata ed anche questo contribuisce a suffragare un'impressione di assoluta tranquillità. Prima di entrare c'è quindi anche tempo e modo per contrattare l'ingresso di un paio di ragazzi senza biglietto.
Non manca comunque un apposito comitato di accoglienza da parte grigiorossa che, a debita distanza e senza forzare la mano, saluta, urla, applaude gli avversari. Poi prende ordinatamente la strada per la Sud, che infatti si da subito è gremita nella parte centrale.
Spicca, una volta dentro lo "Zini", l'assenza degli striscioni dei gruppi ultras grigiorossi, sostituiti e rappresentati per l'occasione unicamente da una lunga banda di stoffa che anticipa subito il clima di competizione tra tifosi e tra città: "Ercole Zanen de la bala, Stradivari, Ugo Tognazzi, Mina, Luzzara, Favalli, Migliori, Guarneri, Vivolo, Vialli, Mondonico, Cabrini, ultras, ecc. ecc.: Cremona è leggenda, storia, arte, cinema, musica, calcio, spettacolo e passione… fatevene una ragione!".
Dall'altra parte invece tutto a norma, presenti i principali gruppi con i classici striscioni da trasferta: nel frattempo è arrivata altra gente e complessivamente gli ospiti saranno circa 400. Si nota anche la presenza di alcuni gemellati (una bandiera degli Ultras Prato e alcune sciarpe bresciane).
I cori reciproci spezzano un po' l'attesa del fischio iniziale ma l'impressione è che entrambi vogliano risparmiare la voce per la partita. La curva di casa alle 14.20 riserva un colpo d'occhio di tutto rispetto: al centro il muro di gente è impenetrabile, mentre ai lati resta qualche spazio vuoto. Alla lettura delle formazioni comincia lo show della Sud, che interagisce giocatore per giocatore con lo speaker. Qualche attimo di pausa e poi, quando le squadre sbucano dagli spogliatoi, è tempo di coreografica: si alza il grande bandierone, accompagnato da una musica potente e minacciosa, per poi lasciare la scena ad una coreografica composta da cartoncini, bandierine ed un altro maxi-lenzuolo con disegnato il simbolo della città. I mantovani volano decisamente più bassi ed utilizzano le sciarpe per dare colore alla curva ospite: nessun "artifizio pirotecnico" dopo essere stati saggiamente avvisati dai "colleghi" grigiorossi che la Questura di Cremona applica scrupolosamente la nuova normativa in materia (ne sanno qualcosa i Savonesi, qui diffidati per avere acceso qualche torcia).
Sin da subito sembra invece decisamente meno netto il divario vocale. Mi metto proprio all'altezza del centrocampo per valutare le performance delle due parti, mentre l'amico Andrea riceve le prime notizie del "numero" bresciano nella "sua" Modena e mastica amaro. Per almeno la prima mezz'ora i mantovani tengono testa dignitosamente ai più numerosi avversari, mentre calano un po' nei minuti finali. I Cremonesi insistono con un repertorio vocale che miscela bene tradizione ed innovazione, il tifo è continuo ma solo in poche occasioni strabordante. C'è, infine, anche uno dei due guardialinee che di tanto in tanto ripete i cori dell'una o dell'altra parte…
Più o meno stesso copione nel secondo tempo, durante il quale il Mantova guadagna peraltro diversi metri sul campo e si rende pericolosa in alcune occasioni. Ci pensa qualche striscione provocatorio a stuzzicare l'atmosfera ogni tanto, ma senza troppe emozioni si arriva al 90°. Giocatori di casa sotto la loro curva, che continua a cantare, mentre praticamente nemmeno un cenno della squadra mantovana verso i propri, generosi, sostenitori.
Prima di andarmente assisto ad un improbabile tentativo di venire a contatto tra le due fazioni: un manipolo di cremonesi avanza nei distinti ormai deserti, qualche mantovano si arrampica alla rete ma bastano pochi celerini a calmare qualsiasi spirito bollente.

Scritto il 9/12/2003

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