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Atalanta-Roma 2002/03 (amichevole) vista da Lele
Atalanta-Roma non è certamente una "classica" del
nostro calcio, ma per chi segue più le vicende del tifo che quelle
del campo è senz'altro una partita ricca di significati. Non
per caso, beninteso, ma da quando (metà degli anni Ottanta) fu
rotto il gemellaggio che legava Bergamaschi e Romanisti: da allora gli
incontri tra le due squadre hanno spesso coinciso con scontri tra le
opposte tifoserie, scontri spesso molto cruenti che hanno contribuito
a fare la storia di entrambe le fazioni e dello stesso mondo ultrà.
Chi non ha presente ad esempio, almeno per averne visto le foto, quei
Roma-Atalanta anni 85-86 e 86-87 con i Bergamaschi presenti in forze
(anni in cui molte altri "grandi" o presunte tali tifoserie
disertavano la trasferta) e pronti a difendersi dall'assalto dei giallorossi?!
Botte con la celere, cariche e controcariche, fino a culminare con quella
storica immagine in bianconero che riprende di spalle un romanista puntare
la lanciarazzi verso l'angolo in alto a sinistra della Curva Nord dell'Olimpico
dove, incredibilmente compatti, se ne stavano gli Atalantini. Per non
dire poi delle reciproche e velenose frecciate che si sono scambiati
con striscioni ("A.I.D.S.: Atalantino Idiota Del Settentrione"
nella Sud del vecchio Olimpico e "CUCS: visti da qui sembrate ancora
più terroni" appeso nella trasferta gallese di Coppa Coppe,
anno 87-88), cori e perfino materiale di curva (storica la maglietta
con scritto "El romano mas bueno es quel morto!").
Insomma, nonostante il passare degli anni, il conseguente ridimensionarsi
della violenza ed i cambiamenti che hanno attraversato entrambe le curve
(radicale, nel caso dei Romanisti), avevo buone ragioni per "sacrificare"
(capirai
) un sabato sera di fine agosto per l'amichevole Atalanta-Roma.
Pre-partita tranquillo: Polizia e Carabinieri sono presenti in numero
consistente ed il servizio navetta con pullman che trasporta i Romanisti
dalla stazione e dal casello autostradale fino sotto il settore ospite
evita pericolosi contatti. Certo non manca la "vigilanza"
degli Atalantini nei dintorni dello stadio, forse viene anche intercettato
qualche gruppetto di romanisti isolati (probabilmente normali tifosi),
ma non succede nulla.
Dentro lo stadio il colpo d'occhio è di tutto rispetto, la Nord
si riempie come in una partita di campionato, spicca appeso in alto
alla curva un lungo striscione con scritto "GRAZIE AI PRESIDENTI
MILIARDARI, IL CALCIO IN MANO AI PAY-TV E MERCENARI! RIDATECI LE NOSTRE
DOMENICHE!". Accanto un altro striscione più piccolo ("Con
Galliani al comando il calcio allo sbando") che non lascia dubbi
su come la pensano gli ultras bergamaschi riguardo al calcio-businness
ed ai personaggi che ne tirano le fila. La protesta, e con essa la mentalità
della curva, si rivela tanto più decisa che quando le squadre
entrano in campo non succede nulla di quanto ti aspetti: non un coro,
non una bandiera, figuriamoci le torce. Insomma dieci minuti buoni di
sciopero del tifo che si sbloccano con una discreta torciata e con un
primo coro (un boato) contro Galliani. Il secondo coro, manco a dirlo,
è rivolto agli avversari: sarà solo il primo di una lunga
serie che porta i Bergamaschi a rispolverare tutto il vasto repertorio
di canzoni e slogan anti-Roma, senza disdegnare quelli in dialetto doc
("Sem tornac in serie A
per spacaga ol co' ai Romà"
ovvero "Siamo tornati in serie A per rompere la testa ai Romani").
Non poteva restare fuori qualche coro contro l'odiato Carletto Mazzone
e, di riflesso, verso i cugini Bresciani: sembrerà retorica,
ma per questi cori si vede agitarsi non solo tutta ma proprio tutta
la Nord, ma anche gente della tribuna e della curva Sud. Tra uno sfottò
e l'altro non manca l'incitamento alla squadra, che in tra l'altro in
campo impressiona favorevolmente tanto da andare in vantaggio due volte
e di chiudere il primo tempo sul 2 a 1.
I Romanisti nel settore sono circa 120, di cui più o meno la
metà compattati nella tribunetta in basso e più attivi
nei cori. Avendo seguito la partita dalla curva Sud ho potuto vederli
abbastanza da vicino e sembrano più o meno tutti intorno ai 25-30
anni, insomma ben messi. Appesi ci sono gli striscioni da trasferta
di Fedayn, ASR Ultras e Tradizione e Distinzione, nonché gli
stendardi "Senza tregua", "Piazza Bologna", "ASR
Clan" e due degli "Ultras Romani" (esteticamente molto
pregevoli). Nella parte alta del settore qualche gruppetto con relativo
striscione, roba tranquilla.
Nonostante l'esiguo numero (comunque considerevole e degno di rispetto
se si pensa che è un'amichevole), quella sessantina lì
in basso si sbatte parecchio: voce e mani sempre in azione per tutto
il primo tempo contornati da un paio di fumogeni e qualche torcia accesi
a caso. Negli ultimi 5-6 anni li avevo visti un po' di volte dal vivo
(Milano, Bergamo, Brescia, Verona) e mi avevano sempre deluso, anche
quando magari erano 10.000 ed in lotta per lo scudetto e nonostante
(o per colpa?!) l'avvicendamento al comando della curva. Francamente
ieri ho avuto una buona impressione, non dico che siano stati grandiosi
(anzi, magari in curva nord non li hanno nemmeno sentiti
), però
erano finalmente attivi, vogliosi di fare tifo e, soprattutto, forse
non avevano appresso quei tifosi-massa che al più ti seguono
per un "Roma-Roma". Quelli che ho sentito, invece, sono stati
cori "fuori dal coro", mediamente elaborati e portati sempre
fino alla fine, spesso alternati a belle manate. Da segnalare, di fronte
ai crescenti sfottò degli Atalantini a metà del primo
tempo, un "bergamasco pezzo di m
" che, alternato a battimani,
sarà stato urlato per più di trenta volte senza sosta.
Inoltre, finalmente aggiungo io, si è visto un tifo senza troppi
simboli e cori politicizzati
Il secondo tempo è più o meno allo stesso livello della
prima parte, nonostante un principio di pioggia e le gole ancora in
fase di rodaggio (relativamente, peraltro, dato che entrambe le tifoserie
si sono già fatte diverse amichevoli). Impressiona a tratti il
livello di compattezza che riesce a ostentare la curva Nord, forse risultato
di una raggiunta migliore armonia tra la triade BNA-Supporters-WKA.
A fianco di loro anche i "Nomadi" che hanno soprattutto il
pregio di riuscire ad allargare la parte di curva impegnata a fare tifo:
in effetti quando in due-tre occasioni partono i treni si vede veramente
che solo ai margini la gente non si coinvolge. L'Atalanta ha anche tempo
e modo di consolidare e portare a casa la vittoria, meritandosi verso
la fine della partita un "Forza Atalanta - Vinci per noi - ecc."
da manuale.
Quando mancano meno di 10 minuti al 90° gli ospiti staccano gli
striscioni e se ne vanno, forse unico neo (pur con le attenuanti del
caso) rispetto alla buona serata che ho visto. In mancanza di un'altra
controparte, allora, uno dei cori conclusivi si rivolge agli Interisti,
ospiti il prossimo sabato al Comunale per un'altra amichevole.
L'ultima immagine è quella della solita, sempre più diffusa
e sempre più nauseante per il mio punto di vista, invasione di
individui a caccia di magliette o del più puzzolente degli indumenti:
un'infantile individualismo (per non dire vero e proprio accattonaggio)
che non ha paragoni con la gioia e l'entusiasmo di potere vedere la
propria squadra sotto la curva a ringraziarti!
Lunga vita agli ultras, LELE
Scritto: 04/9/2002
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