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Como-Bologna vista da Lele
Como-Bologna si annunciava come una partita di scarso significato sportivo
e, tutto sommato, senza grande appeal nemmeno per quanto riguarda la
partita del tifo.
Anzi, le premesse davano la curva lariana in stand-by, o per meglio
dire quel gruppo di persone chenegli ultimi anni, Blue Fans o non Blue
Fans, hanno sempre organizzato tifo, trasferte, materiale, ecc. avevano
deciso di prendersi una "pausa" già prima della partita
con l'Inter la scorsa settimana.
Motivo scatenante non certo il disastroso campionato, quanto le violente
polemiche scatenatesi in città e sulla stampa locale dopo Como-Brescia:
al termine della partita, infatti, dai megafoni erano stati lanciati
un paio di cori di contestazione rivolti alla squadra e sono cominciate
le diatribe. Diciamo la verità: in quella partita il Como aveva
ben figurato, e dunque poteva anche non meritarsi la contestazione,
ma paradossalmente proprio per questo gli ultrà, quelli che magari
partono per Reggio Calabria o Roma nonostante un penoso ultimo posto
in classifica, avevano una ragione in più per essere incazzati
contro una squadra che ha saputo o, perché no, voluto svegliarsi
solo adesso, tardivamente, e "bucando" invece le partite decisive
contro Atalanta e Parma. E quando praticamente i giochi son fatti è
comprensibile che girino anche le palle nel vedere tanto riconquistato
vigore agonistico e sapienza tattica.
A ciò si aggiungeva la vicenda Preziosi che, nell'imminenza di
una sua dipartita per Genova, si è messo a sparare a zero sull'intera
città, cosa che ha creato malumore e delusione anche in quello
zoccolo duro di tifosi che casomai può rimproverarsi solo il
troppo amore per la maglia.
Ed infatti fuori dallo stadio è distribuito un volantino che,
forse in maniera troppo sintetica e quindi non chiarissima, fa il punto
della situazione e in sostanza dice al resto della tifoseria: visto
che contestate chi si sbatte, il tifo fatelo voi. Analogo concetto è
ribadito da uno striscione esposto all'interno della curva: "Criticate,
criticate
adesso vediamo se cantate!". Nessuno all'impianto
voce, zero stendardi appesi alla rete, niente colore all'ingresso delle
squadre se si escludono le bandiere ed i 2 aste individuali.
Prepartita caratterizzato, si fa per dire, da una messa in scena goliardica
dei "Promessi Sposi" (che peraltro non hanno nulla a che fare
con la città lariana) da parte di un fantomatico gruppo teatrale:
"una cagata pazzesca" direbbe il noto esperto culturale Rag.
Ugo Fantozzi, e magari li hanno anche pagati per quei 100 secondi di
buffoneria
Curva ospite riempita per oltre metà, ma la gente è molto
comoda e tutt'altro che compatta, sotto tutti i punti di vista: al centro
l'accoppiata Forever Ultras e Freak Boys, ai lati opposti Mods e Vecchia
Guardia.
Qualche torcia ad inizio gara, ma il tifo dei rossoblù è
di poca sostanza: c'è solo quel gruppetto lì al centro
che cerca di animare la situazione proponendo cori e battimani, ma li
seguono in pochi e certamente non la gente degli altri due gruppi. Viceversa
noto, segno forse di un'impronta ultras vecchia maniera (in cui la parole
unità ed umiltà continuano ad avere un significato), che
Forever e Freak si accodano quelle poche volte che i cori partono dagli
altri tifosi. Insomma, l'impressione che si ha dall'esterno è
di una tifoseria disgregata e, forse per questo, ahimè in decadenza.
La situazione di anarchia della sponda lariana è in parte risolta
dall'attivismo di due/tre gruppetti che si propongono e propongono cori
in maniera alterna ma costante, ottenendo una discreta partecipazione.
La situazione si infiamma un po' al goal del vantaggio e verso la fine
del primo tempo, allorchè viene esposto uno striscione che invita
il presidente Preziosi a parlare di meno, a cui fa seguito il coro "Vai
al Genoa", forte ed applaudito anche in tribuna.
Inizio ripresa vivacizzato dai cori anti-Modena dei comaschi, a cui
fanno eco gli stessi bolognesi. Dopo un sostanziale equilibrio in campo,
il Como consolida il vantaggio ed addirittura dilaga, provocando da
una parte le ire (comunque proporzionate al vigore con cui hanno tifato)
della Vecchia Guardia bolognese che lancia due o tre fumogeni in campo,
e dall'altro il ripetersi del coro rivolto a Preziosi, che a tratti
diventa un boato.
Al 40' i Mods levano le loro pezze (molto bello "Guastafeste")
e se ne vanno indifferenti, restano silenziosi e delusi gli altri.
Brutto invece lo spettacolo finale della curva comasca, che vive il
risultato con un entusiasmo tanto spontaneo quanto forse mal riposto:
possibile che sia sufficiente una vittoria di questo tipo per dimenticare
quanto sin qui fatto, o meglio non fatto visto che la squadra ha più
di un piede in B?!
Possibilissimo, ma la cosa peggiore è che quando il solito zoccolo
duro ripropone provocatoriamente i cori di contestazione, sempre a dire
che occorreva vincere la guerra e non una o due battaglie, trova il
resto della curva a rivoltarsi contro, reagendo a suon di "Como-Como"
con lo stesso impeto con cui poco prima aveva di fatto contestato Preziosi.
Misteri del calcio.
Constato invece tristemente che qualche fazione della galassia ultrà
lariana (quelli con le ciminiere lassù in alto) cavalca o addirittura
incita la rivolta della "massa" (che per definizione è
cieca e pecorona) ed abbandona al suo destino le "avanguardie"
ultras. C'è qualche momento di tensione, volano un paio di schiaffi
qua e là, poi tutto si calma, anche perché si farebbe
solo un favore alla Digos.
E dunque non poteva finire se non con la passerella finale della squadra
sotto una curva gaudente e scrosciante. Spalle al campo, lì in
basso, resta invece quel gruppetto di pazzi, idealisti ed intransigenti
che non si lasciano intortare da un 5-1 ma che fra due settimane a Roma
ci sarebbero andati anche se matematicamente retrocessi
le folle
invece andranno a morosa o al bar?!
Avanti ultras!
Scritto: 25/3/2003
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