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Como-Inter vista da Lele
Parlando di questa partita è doveroso precisare da parte mia
che la tifoseria interista è tra quelle per cui ho da sempre
pochissima stima: da quando frequento gli stadi (1988) mi è sempre
sembrata mediocre, sia dal punto di vista coreografico sia da quello
vocale. In incidenti seri, poi, non li ho mai visti in azione di persona.
Dico tutto questo, peraltro, pur avendo visto partite di vario genere:
molti derby, semifinali e finali di Uefa, sfide con la Roma e la Lazio
piuttosto che con Genoa, Atalanta, Reggiana, Parma, Torino, ecc.
A questo si aggiungono poi altre questioni più generali che,
rispetto al mio modo di vedere il mondo ultras, ritengo inconcepibili:
dal modo in cui viene gestita (o si fa gestire?!) la curva alla mai
sopita politicizzazione, fino alle due ciliegine finali come la sceneggiata
del motorino (Inter-Atalanta 2000-01) e l'aggressione dei Veronesi durante
Italia-Uruguay dello scorso aprile. Sul primo episodio continuo a pensare
che il vero schifo non sia stato tanto vedere un motorino volare lungo
i gradoni della Nord, quanto piuttosto che i cosiddetti "capi"
della curva abbiano consentito che quella buffonata durasse più
di 15 secondi: per fare un paragone molto diretto, nella curva del Milan
ti basta fare il deficiente per due volte spingendo un po' troppo ad
un goal che ti ritrovi qualcuno che parte dalla transenna e ti "invita"
a darti un regolata. Sui fatti di Italia-Uruguay invece non mi sento
di dare un giudizio sull'aggressione in se', dato che non so esattamente
come e perché il gemellaggio si era rotto, ma mi limito ad osservare
che essendo una partita della nazionale forse certe beghe comunque dovevano
restare fuori. Resta poi il fatto che prima di avere la meglio (?) gli
Interisti ce ne hanno messo di tempo, nonostante l'azione fosse premeditata,
sferrata in notevole superiorità numerica ed attaccando i veronesi
alle spalle
Nonostante tutte queste ragioni, e dunque un pizzico di pregiudizio,
mi ero ripromesso il massimo dell'obbiettività, visto poi che
era la prima volta che mi capitava di vederli in azione in trasferta:
occasione utile anche per capire quanto un certo miglioramento che a
detta di molti li aveva caratterizzati negli ultimi anni riguardasse
solo l'estetica (due aste, bandiere, ecc.) o fosse più generale.
E' poi certo che Como-Inter non fosse una partita qualsiasi: già
negli anni Ottanta i rapporti tra le due tifoserie erano decisamente
cattivi, suggellati dal famoso striscione "Tranquilli: oggi non
vi picchiamo" esposto al Sinigaglia dai neroazzurri. La rivalità
aveva addirittura trovato nuove ragioni dopo che nell'estate del '93,
a margine di un'amichevole, i Comaschi fregarono lo striscione "Gruppo
Deciso". Successivamente gli Interisti tentarono di restituire
il colpo, approfittando di partite a Sesto S.G., a Saronno e perfino
delle sfide di basket tra Milano e Cantù (in cui ci fu anche
un accoltellato grave tra i brianzoli), ma oggi diventava la prima vera
occasione di incontro/scontro.
La partita era stata preceduta da una lunga polemica su quanti biglietti
dare agli ospiti, liquidata (a mio avviso giustamente) decidendo di
dare comunque precedenza ai tifosi di casa, per cui in definitiva riservando
agli Interisti la curva "monumento" ed una fetta di distinti
(più quelli mischiati al pubblico comasco).
Il treno proveniente da Milano arriva a Como F.S. poco dopo le 13, il
trasbordo avviene con tutta tranquillità sotto lo sguardo della
scorta, mentre l'occhio allenato non può non notare che una "sporca
dozzina" (anche qualcuno in più) si incammina per conto
proprio verso lo stadio: il look casual è quello di chi è
in cerca di avventure galanti ma è facile immaginare che bramassero
ben altre emozioni (di cui peraltro ignoro gli esiti). Il corteo dopo
pochi minuti parte e l'impatto è suggestivo: circa 600 persone,
molte bandiere a due aste alzate, cori forti con cui preannunciare il
proprio arrivo alla città. Fila tutto liscio lungo il tragitto,
la polizia non ha e non crea problemi di sorta.
I Comaschi sono più che altro sparpagliati a sorvegliare le zone
tattiche, dove cioè potrebbe capitare che a qualche gruppetto
di avversari venga voglia di fare una visitina. La tensione che si percepisce
è alta ma per quanto mi capita di vedere non succede nulla.
Entro quasi subito, non sono nemmeno le 14, e lo stadio è già
piuttosto pieno. Quasi al completo, in particolare, la curva ospite,
dove ci sono gli striscioni dei gruppi storici e di una marea di gruppettini
più o meno (s)conosciuti. Vedo anche uno striscione dei varesini
"BH VARESE '98", prima appeso dietro quello dei Boys, dopo
un po' staccato e messo davanti a quello dei Viking: francamente la
cosa un po' mi sorprende, sia perché sapevo solo di rapporti
personali tra le due fazioni (per di più con i Boys Varese),
sia perché oggi c'era in programma una partita calda per i varesini,
vale a dire quel Pisa-Varese che non più tardi di 2 anni fa registrò
pesanti scontri. Boh
All'ingresso dei giocatori per il riscaldamento la curva ospite comincia
a colorarsi con i due aste (alcuni apprezzabili, tipo "Sogno
o son Crespo") e ad inneggiare ai singoli giocatori, cosa che a
mio avviso dovrebbero permettersi di fare solo quelli che poi hanno
la certezza di cantare per tutti i 90 minuti (vedi gli strepitosi doriani
l'anno scorso proprio qui a Como). Dalla curva di casa si alza ogni
tanto qualche coro ma in modo del tutto casuale, anche perché
lo "zoccolo duro" (in ogni senso
) resta fuori fino all'ultimo
momento: quando entrano, a mo' di corteo interno, mancano si e no tre
minuti al fischio d'inizio.
Coreografie iniziali? Bandiere a due aste e una torcia da parte interista,
mix di fumogeni bianchi e blu in quella lariana. Nel complesso nulla
di strepitoso, anzi. Durante il minuto di silenzio per le vittime del
terremoto in Molise gli ospiti alzano uno striscione di solidarietà.
La partita stavolta la seguo un po' spostato verso la curva di casa,
per cui inevitabilmente l'acustica è un po' viziata. Il tifo
è forte e continuo da parte comasca, dove anche il coinvolgimento
della gente mi pare si stia allargando rispetto alle partite precedenti:
lo si nota soprattutto quando, all'invito del megafono, dalla parte
al centro in basso della curva vedi un alzarsi di mani contagioso come
un domino.
Dall'altra parte i cori arrivano forti, ma intervallati da pause di
silenzio abbastanza prolungate. Insomma un tifo che definirei "a
macchia di leopardo" in ogni senso ed infatti quando prima della
mezzora si alzano le sciarpe i "buchi" sono molti.
Mentre il Como in campo si dimostra attento ed in grado di contenere
bene la capolista, c'è anche il tempo di qualche striscione ironico,
tra cui merita di essere citato quello con "Per la volata finale
comprate Cipollini". Ogni riferimento è puramente casuale.
La ripresa parte col botto: dalla curva lariana spunta proprio lo striscione
rubato "Gruppo Deciso", mentre gli Interisti fingono di non
vedere e restano in silenzio pressochè totale fino vantaggio.
E' da poco passato il quarto d'ora ed è Vieri, fino a quel momento
poco efficace ma molto nervoso, a metterla: boato degli ospiti e doppio
boato quando poco dopo Recoba con una morbida staffilata supera di nuovo
Brunner. Sono minuti di grande entusiasmo e coinvolgimento (bello in
particolare un coro rivolto a Cuper) ma che dopo 15 minuti si spengono
di netto, quasi che qualcuno avesse girato un interruttore.
Non mollano invece i Comaschi, consapevoli forse del fatto che l'entusiasmo
possono darselo solo loro, visto che la squadra fatica a trovare la
via del goal: voce e mani sempre in azione, nonostante un risultato
già evidentemente compromesso.
Se si eccettuano 2 (dicesi due) "Venite alla stazione" che
si alzano poco convinti dalla curva ospite, gli ultimi 15 minuti sono
davvero a senso unico ed il ripetersi del coro "Fate ridere"
dedicato agli Interisti corona la vittoria lariana nella sfida del tifo.
La partita si chiude tra gli "olè" degli interisti
e con i comaschi che scandiscono un paradossale "Vincere!",
le squadre si infilano subito negli spogliatoi dopo i rituali scambi
di maglie.
Fuori le forze dell'ordine sono già a presidiare gli incroci
pericolosi, inizia a fare buio, ho fame
il dopopartita lo lascio
ad altri.
Qui trovi le
foto della partita
Scritto: 03/11/2002
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