|
|
Como-Triestina Coppa Italia vista da Lele
Ignoro chi lo abbia deciso ma mi pare piuttosto stravagante, per non
dire altro, avere fissato la partita di ritorno di Coppa Italia tra
Como e Triestina alle ore 20. In effetti in zona stadio non c'è
un gran giro di gente, anche se nei punti strategici non mancano assembramenti
"spontanei" degli ultras lariani: la rivalità con i
friulani non è particolarmente accesa ma le sfide passate nemmeno
sono state troppo tranquille, complice anche l'amicizia che lega Triestini
e Monzesi. A ciò si aggiunge un "incontro ravvicinato"
in autogrill lo scorso anno che ha lasciato lo strascico di reciproche
accuse: i comaschi ad accusare gli altri di essere "infami"
per avere aggredito un pullman del Centro Coordinamento Club (dunque
non ultras), i triestini a respingere le critiche al mittente perché
qualcuno degli aggrediti ha (o avrebbe) sporto denuncia alla polizia.
Anche per questo quando si disputò Italia-Slovenia a Trieste
vi furono scazzi tra "ultras Italia", che infatti durante
la partita si divisero un po' in curva Furlan (Triestini e gemellati,
principalmente) ed un po' in tribuna (Veronesi, Comaschi, ecc.).
Dentro lo stadio lo scenario è prevedibilmente poco accogliente:
circa 1800 i tifosi in curva del Como, qualcuno qua e là nei
distinti ed una ventina di triestini in curva (senza striscioni ma con
solo qualche bandiera alabardata appesa). L'entrata delle formazioni
non cambia la molto la situazione, dato che non si va oltre qualche
torcia di brevissima durata accesa dai Panthers.
Inizia però bene il sostegno vocale dei padroni di casa, che
sento forte e chiaro anche se mi sono sistemato a bordocampo sotto la
curva ospite. Forse "disturba" un po' il volume dell'impianto
voce, ma i cori si succedono con regolarità e, nonostante il
gol del vantaggio della Triestina, per tutto il primo tempo proseguono
compatti. Al ripetuto "NOI VOGLIAMO QUESTA VITTORIA", che
inizia a suonare più come preghiera che non come un imperativo,
vista la pessima prestazione della squadra ben presto si passa al più
ironico "NOI VOGLIAMO UN TIRO IN PORTA!". Solo dopo una limpida
occasione per raddoppiare degli ospiti gli animi iniziano a scaldarsi:
si alzano decisi i cori che invitano i lariani a tirare fuori gli attributi.
Nel frattempo compare in mezzo alla curva di casa una bandiera triestina
e poco dopo la mezz'ora arriva qualche altro tifoso biancorosso che
appende "Milano alabardata". Un inusuale inno di Mameli che
parte dalla curva di casa chiude il primo tempo.
Stupisce l'assenza degli UTS, che arrivano però poco prima dell'inizio
della ripresa: in totale una quarantina con il consueto contorno di
tricolori. Fanno quadrato come si conviene in trasferta e oltre a "Ultras"
e "Nessuna resa" viene appeso anche lo striscione da trasferta
degli Ultras Pro Patria. La cosa non piace molto ai Comaschi che, dopo
una discreta torciata, non ci pensano due volte a mandare in culo gli
stessi bustocchi e a gridagli che sono "come il Varese" (e
pensare che, proprio in funzione anti-varese, oltre che per alcune amicizie
e affinità politiche, si ventilava di un buon rapporto tra le
due tifoserie biancoblù). Si sprecano ovviamente gli insulti
reciproci: da una parte alle solite cose che accolgono i Triestini un
po' dappertutto (slavi, zingari, ecc.) si aggiunge anche qualche slogan
"politicamente duro" che parte dal gruppetto skin lariano,
dall'altra gli ospiti insistono col coro "infami".
Il botta e risposta consente almeno ai tifosi di casa di distogliere
l'attenzione dalla partita inguardabile della propria squadra. I tentativi
per rianimarla non mancano ma per tutta risposta arriva addirittura
il raddoppio della Triestina, con conseguente agitazione dei propri
tifosi (nel frattempo ne sono arrivati un'altra quindicina in ordine
sparso, tra cui "UTS Muggia") che ricambiano a gran voce fino
alla fine: stavolta sono loro a cantare l'inno nazionale.
Subire una sconfitta in questo modo è oggettivamente troppo:
con un buon quarto d'ora di anticipo i Lariani tolgono tutti gli stendardi
dalla rete e, mentre la bandierina rubata viene fatta bruciare a fatica,
riprendono i cori di contestazione del primo tempo. Gli ultimi 10 minuti
li passano addirittura seduti, e intanto la Triestina sfiora addirittura
il terzo centro.
Al fischio finale gli ospiti festeggiano sotto ai loro tifosi, che intanto
guardano già al prossimo turno che li vedrà opposti alla
Roma. I Comaschi, tra il provocatorio e l'ironico, chiamano a loro volta
la squadra sotto la curva: incredibile a dirsi ma, consci forse di essere
stati trattati fin troppo bene, alcuni giocatori colgono l'occasione
al volo e accettano l'invito applaudendo i propri tifosi.
L'atmosfera resta comunque piuttosto tesa e quando esco dal Sinigaglia
il clima fuori non è per nulla rassicurante: incazzatura con
la squadra, animi accesi con i Triestini e, come se non bastasse, alcune
strade vicino allo stadio sono magicamente al buio. Le forze dell'ordine
si stanno piazzando, qualche tifoso discute sul da farsi, il cantiere
edile che ho visto domenica è sempre lassù alla mercè
di tutti
. Buona notte!
Scritto: 24/10/2002
|
|
|
|