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Milan-Atalanta vista da Lele
Giornata grigia, quasi autunnale, ed arrivo a S.Siro in ritardo sui
tempi previsti: la mia strada per un tratto è la stessa degli
Atalantini e c'è un po' di traffico (Pedro scusa ancora per il
disguido!).
Quando arrivo allo stadio sono circa le 13.00: appena il tempo di prendere
i biglietti e di notare, un po' preoccupato un perplesso, come tutti
i Caschi Blu portino già appesa al collo la maschera antigas,
che mi allontano di nuovo per incrociare il corteo dei Bergamaschi.
Già da qualche anno (se si eccettua la carovana di motorini nel
2001 contro l'Inter) hanno preso l'abitudine di arrivare a Milano con
mezzi propri, per poi radunarsi e fare il corteo dal parcheggio di Lampugnano
allo stadio. Percorro a ritroso il collaudato tragitto ma per un buon
tratto vedo solo gruppetti di milanisti e atalantini che, nella più
totale scioltezza ed indifferenza reciproca, si dirigono verso lo stadio.
In quei 500 metri di strada stretta e seminascosta non c'è l'anima
di un poliziotto, volendo potrebbe succedere di tutto.
Ad un tratto noto in lontananza che il corteo sta arrivando ma viene
obbligato a fare un giro più largo, per cui dietrofront per la
stradina (dove altri gruppetti continuano a passare e nel frattempo
si è fermato l'equipaggio un cellulare), per incrociarlo quando
è già a poca distanza dall'ingresso settore ospiti. E'
un corteo lungo ma disordinato, o forse più che altro spensierato:
la polizia è a distanza, non c'è tensione ma piuttosto
si ride e scherza e si beve tra amici. E' un miscuglio di gente diversa,
pur riconducibile sotto la comune appartenenza ultrà: dai quindicenni
ai quarantenni, dal fighetto griffato Bellstaff o Prada al classico
sballone con jeans e clarks sformate, abbastanza numerosa la presenza
femminile.
Tutto tranquillo, quindi si entra subito, si prende posto come sempre
dove non si potrebbe e si aspetta l'inizio. Il punto di osservazione
stavolta è il rettilineo arancio del secondo anello, leggermente
spostato verso la curva Nord.
Il settore ospite si riempie gradualmente, alla fine i tifosi occuperanno
buona parte della curvetta e metà rettilineo, un buon numero
anche se inferiore ad altre stagioni. Fissa ormai la disposizione dei
gruppi: vicini (ma non troppo
) Brigate e Supporters, entrambi
con maxi bandiere in azione, mentre restano defilati ed un po' sparuti
i WKA.
Prepartita tranquillo, soliti sfottò ma senza esagerare. Nel
settore ospite compare lo striscione "A VOI I SOLDI, A NOI LA REPRESSIONE",
prima alzato in zona Brigate e poi appeso in curvetta. Anche in curva
Sud spunta lo stesso striscione, prima sul lato BRN e poi trascinato
a cavallo tra i due gruppi maggiori. In entrambi i casi rimarrà
esposto tutta la partita, chissà se qualche volonteroso giornalista
l'avrà notato e si sarà chiesto che ragionamento c'è
dietro quello slogan
Le squadre entrano in campo accolte da due belle curve colorate: torce
a volontà per gli ospiti, mix fumogeni e torce per i Milanisti.
Nemmeno il tempo di accomodarsi a sedere che l'Atalanta va in vantaggio:
il goal non lo vedo e forse faticano a vederlo (o piuttosto a crederci)
gli stessi Bergamaschi, dato che l'esultanza è vivace ma in qualche
modo contenuta.
Parte dunque anche la disfida vocale, che prosegue con buona intensità
per diversi minuti: la Sud tiene bene botta e cerca di spingere la squadra
rossonera al pronto riscatto, gli ospiti con il trascorrere del tempo
assaporano meglio il momento felice, senza risparmio di voce e con bellissimi
battimani. Rivedo dunque del buon tifo dopo la delusione (con inizio
di depressione) di Como-Juve lo scorso sabato (Comaschi da 6, Juventini
per certi versi non giudicabili: uno sparuto gruppo di ultras in mezzo
ad una marea di gente che fatica persino ad esultare quando segna la
propria squadra...).
Addirittura nel volgere di poco tempo l'Atalanta ne infila altri due
ed in entrambi i casi esplode la gioia dei Bergamaschi, impazziti più
che altro per le dimensioni che sta prendendo il risultato. Alla bellissima
bolgia umana fa da contraltare l'idiota lancio di una torcia verso la
tribuna, assolutamente inutile e pericoloso.
Per una decina di minuti i cori di neroazzurri dominano nettamente la
scena, ma già col primo goal a fine tempo la Sud ritorna sui
buoni livelli di inizio partita.
La ripresa è caratterizzata dall'assalto del Milan, l'Atalanta
si fa schiacciare nella propria area anche se tutto sommato non perde
la testa e si difende con un certo ordine. A crederci non è solo
l'undici in campo ma anche la Sud, che continua a darci dentro anche
se non brilla certo di fantasia nei cori. A fasi alterne, invece, il
tifo degli ospiti, che solo a tratti ripetono le belle cose fatte nel
primo tempo.
Le percussioni rossonere alla fine risultano efficaci e portano al pareggio,
tuttosommato giusto oltre che divertente. L'epilogo è dunque
tranquillo per entrambe le tifoserie, che forse preferiscono vedere
il bicchiere mezzo pieno rispetto a quello mezzo vuoto.
Al fischio finale la Sud si svuota all'istante (e a sbattersi per recuperare
striscioni, tamburi ecc. sarannoo, ahimè ma soprattutto ahiloro,
sempre gli stessi
) mentre i Bergamaschi, obbligati come di prassi
dalla P.S. a non uscire, ne approfittano per tributare un grande applauso
alla squadra.
Uscita rapida, questa volta non aspetto il corteo di ritorno.
Vamos Stefano, si ritorna al paesello!
Qui trovi
le foto della partita
Scritto: 04/03/2003
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